12 Luglio 2020
Interviste

INTERVISTA AL PREPARATORE DEI PORTIERI ROBERTO BUSI

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07-10-2016 - Intervista a ROBERTO BUSI
Nome: Roberto
Cognome: Busi
Data di nascita: 03 Luglio 1957
Ruolo: Preparatore Portieri


Per iniziare, come stanno i nostri portieri?
" Fisicamente stanno molto bene ma vivono due realtà diverse: Matteo si allena per continuare a ripetere le buone prestazioni di questo inizio campionato, mentre Giacomo si allena per migliorarsi e farsi trovare pronto."
Entriamo nello specifico, cosa ci dici di Giacomo Zapparoli?
" Giacomo ha giocato nelle giovanili del Modena e lo scorso anno era nella prima squadra del Mantova. È un giovane portiere che deve arrivare ad essere adulto, e sicuramente questa seconda esperienza in una prima squadra, lo aiuterà nella sua maturazione. Ha qualità che deve mettere a servizio di se stesso e dei compagni. Sto lavorando con entrambi i portieri per correggere alcuni aspetti: Giacomo si avvicina troppo alla palla e prima di fare una parata tende a muoversi mentre Matteo deve allenare la parata con la seconda mano."
Altro su Matteo Malagoli?
" È un adulto in tutto per tutto e l´aver già fatto diverse esperienze in prime squadre, l´ha portato a diciott´anni ad essere molto più maturo di altri suoi coetanei. Qui a Mezzolara ha iniziato a giocare, sa di giocare in casa e sulla panchina della sua squadra, siede un vero allenatore come Alberti. Questo è il suo anno se saprà far vedere le sue qualità e se saprà essere un portiere vero. Mezzolara per lui deve essere un punto di partenza e non di arrivo."
Il ruolo del portiere è sicuramente molto delicato e in alcuni frangenti, decisivo."
A livello caratteriale cosa deve sviluppare un buon portiere?
" Un portiere deve saper prendere gol. Vi faccio un esempio personale: sono cresciuto nelle giovanili dell´Inter come portiere insieme a Tacconi e Zenga e con modestia vi dico che erano nettamente meno bravi di me...in allenamento! Uno è stato per dieci anni il portiere della Juventus e l´altro per lo stesso periodo, portiere dell´Inter. Busi lo ricordate? Non credo, perché quello che conta per un portiere è saper giocare e soprattutto reggere il peso della domenica. Io non ci riuscivo e così ho avuto una carriera diversa. Un professionista deve allenarsi per non prendere gol nella partita, con la consapevolezza che ogni gol si può evitare ma l´unico portiere che non subisce reti è quello che non gioca. Capito questo, si metabolizzano le reti subite e si pensa immediatamente alla prossima partita."
Qual è la prima cosa da correggere in un portiere?
" La posizione. Quante volte con la palla centrale sulla tre quarti vediamo il portiere fuori mentre con la palla alla stessa altezza ma più laterale, il portiere è dentro alla sua area? Con più la palla è laterale, con più ci si può spingere fuori area e non viceversa! Ricordandosi che quando ci si allontana dalla porta si apre la terza dimensione che non è altro che l´altezza, dando la possibilità all´attaccante di fare il pallonetto."
Un portiere deve...
" Essere sempre fermo, non sentirsi mai appagato e deve essere schietto nel rapporto con gli altri. Queste sono le caratteristiche per interpretare al meglio il ruolo."
Un preparatore dei portieri deve...
" Correggere l´atleta, migliorarlo facendogli capire come ci si allena e aiutarlo a prendersi con filosofia. È importante quando le cose non riescono o dopo un errore, non giustificarsi con un "Eh, ma..." finendo la frase con piccole giustificazioni, ma affrontare la situazione con onestà e sincerità. Inoltre un professionista deve essere un atleta anche dopo gli allenamenti. Lo stile di vita e l´alimentazione sono fondamentali. Perché abbiamo ancora Buffon nel nostro campionato? È un professionista che si allena ancora con una gran voglia, la forza dell´atleta è nell´allenamento costante e in una vita senza sgarri."
Come organizzi gli allenamenti?
" È dal primo giorno che Matteo e Giacomo sono sempre con me per tutta la durata degli allenamenti e ora che è iniziato il campionato, divido la settimana in tre sedute. La prima si concentra sulle uscite alte e parate in sequenza, la seconda su parate rapide con il superamento di un ostacolo o vari salti prima di bloccare la palla e la terza sui riflessi con parate "scattanti". Al sabato, giorno della rifinitura, facciamo gli stessi esercizi che vedete alla domenica in fase di riscaldamento, con la sola differenza che durano per più tempo. Mi piace definire i miei allenamenti "analitici situazionali" perché ricreano situazioni che possono presentarsi alla domenica durante la partita e sono convinto che un portiere come anche un calciatore, debba fare un allenamento continuativo con ripetute quasi estenuanti perché altrimenti si scordano. Un esempio? Vi ricordate del giocatore brasiliano Zico e delle sue punizioni? Alla fine di ogni allenamento batteva cento punizioni: una settantina andavano in rete, una ventina sul palo e il restante veniva parato. Uno specialista che si allenava con continuità."
Un esercizio che i tuoi ragazzi "odiano"?
" Quando vedono che preparo tanti palloni per i tiri, spesso mi dicono "Mister, non ce ne sono un po´ troppi?"
Fare sport è costruttivo ed importante per tutti. Il calcio cosa deve insegnare ad un bambino, a un ragazzo ed a un adulto?
" Ad un bambino e alla sua famiglia deve insegnare che il calcio è semplicemente divertimento. Il calcio per loro deve essere gioia, tutti devono giocare ed ognuno ha gli stessi diritti degli altri.
I ragazzi devono capire che crescendo gioca di più chi ha le qualità e chi ci mette più impegno. I loro diritti finiscono dove iniziano quelli dei compagni e non c´è più l´io ma il noi.
Per gli adulti, sapere che il "debito pubblico" è di tutti, è fondamentale. Tutti devono essere al servizio del compagno, senza il collettivo il singolo non può ottenere nulle e si vince e si perde tutti insieme. "
A te invece cosa ha insegnato?
" Il rispetto dei compagni e soprattutto dell´avversario. Sono parole semplici, ma invito a rifletterci sopra. Nella mia carriera ho incontrato tanti campioni e nessuno si è mai permesso di criticarmi o buttarmi un "sei scarso" dopo un gol. Allo stesso tempo ho incontrato bravi giocatori, atteggiarsi da "primadonna" tralasciando il rispetto verso gli altri. Senza educazione si sarà sempre uno dei tanti."
Facciamo qualche passo indietro, ci racconti la tua carriere calcistica?
" Nasco nell´Inter e ci rimango fino all´età di vent´anni poi gioco nel Forlì, nel Piacenza, nel 1981 torno tra le file nero-azzurre e nasce mio figlio Matteo, poi Pisa in serie B, Siena, Montemarchi, Cosenza e Carpi. Ho più di trecento presenze tra i professionisti e il calcio mi ha regalato tanti amici: Stefano Garuti conosciuto nel Pisa, Daniele Simeoni nel Cosenza e a Siena ho vissuto le gioie più grandi ma allo stesso tempo la rottura della mandibola ha segnato il proseguimento della mia carriera. Sempre qui ho conosciuto un amico che porto ancora nel cuore, Bruno Beatrice."
Quando hai deciso di proseguire nel calcio e diventare preparatore dei portieri?
" Ho una passione enorme per il calcio e non sono stato un campione. Nessuno tra Zoff, Galli, Zenga e Tacconi è diventato un preparatore perché sono stati talmente grandi che si fa fatica ad interpretare un ruolo in ombra come quello del preparatore dei portieri. Neanche chi ricopre questo ruolo in grandi club non riesce ad emergere come professionista riconosciuto. Per esserlo devi essere un allenatore. Come dicevo prima, ho iniziato perché vivo di calcio, nella Reggiana, poi Sassuolo, Parma, Rovigo e Fidenza. Nel Parma di Tanzi sono stato anche un osservatore, andavo in giro per tutta Italia e all´estero, relazionandomi con tante persone diverse. Mi piaceva anche perché sono una persona capace di adattarsi e difficilmente mi sento a disagio."
Quali sono i requisiti fondamentali per ricoprire il tuo ruolo?
" Umanamente bisogna essere dei mezzi filosofi, poi bisogna saper stare in mezzo alla gente e qui mi sarebbe piaciuto avere anche solo la metà della capacità che ha mia moglie Susanna, e infine "saperne a pacchi" su tutta la materia ed avere una grandissima esperienza."
Cosa ti rende orgoglioso del tuo lavoro?
" Semplicemente farlo."
Quanto il tuo lavoro ti diverte?
" La domenica dopo una vittoria."
Come vivi la partita?
" Sono molto teso e agitato per questo mi isolo e preferisco guardarla da solo."
Sei al tuo primo anno nella Società Mezzolara, come ti trovi?
" Mi trovo bene perché ho incontrato delle persone molto legate a questa Società...siete forti!"
Roberto al di fuori del calcio?
" Mi piace seguire anche altri sport ma vivo per il calcio e mi nutro di calcio. Sono sposato con Susanna, una donna bellissima e ho un figlio, Matteo, che sta per laurearsi all´ISEF e con il quale mi piace confrontarmi."
Concludiamo l´intervista con una citazione o un motto...
" La classe non è acqua e non si può imbottigliare."


scritto da Mezzolara Calcio

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