26 Novembre 2020
Interviste

RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE

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29-09-2016 - Intervista a STEFANO VOLTA
Nome: Stefano
Cognome: Volta
Data di nascita: 3 Settembre 1960
Ruolo: Responsabile Settore Giovanile


Stefano, iniziamo a conoscerti parlando di te sia dentro che fuori dal mondo del calcio!
" Sono un agente di commercio e mi occupo della vendita di energia proveniente da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Dopo aver venduto per anni CD e DVD, sono passato a questo ramo che al momento funziona ed è abbastanza richiesto. È un lavoro impegnativo che mi porta ad essere spesso in giro perché oggi si vuole risparmiare prima di tutto e se poi lo si fa aiutando l´ambiente, la combinazione diventa a tratti perfetta. Venendo al calcio, ho giocato fino alla prima categoria come esterno sinistro e quando ho smesso, ho fatto il DS per la Società XII Morelli. Questo ruolo mi piace molto, ho fatto anche il corso come allenatore ma in tutta franchezza, è un ruolo che difficilmente ricoprirò.
Il DS, e qui Calzolari mi capirà bene, è un ruolo delicato, sei il tramite tra squadra e società. Mi piace descrivere il ruolo del DS con questa frase: "Se vinci il merito è di tutti, se perdi è colpa tua". Può sembrare un estremo ma a volte la situazione è questa, ma è una sfida e a me piacciono le sfide!"
Cosa deve avere un buon DS?
" Deve saper ascoltare prima di tutto, mediare e risolvere i problemi che si creano durante la stagione. Ogni punto di vista, ogni opinione è importante e meritevole di ascolto ma poi bisogna saper decidere in autonomia. Inoltre deve avere un ottimo rapporto con la squadra e soprattutto valorizzare e sostenere l´allenatore perché è stata una sua scelta. Esonerare un allenatore secondo me vuol dire aver sbagliato due volte."
Continuando a parlare del tuo percorso all´interno di questo sport, dopo l´esperienza al XII Morelli, come hai continuato?
" Dopo questi sei anni, sono stato nella Centese per una stagione, poi Reno Centese ed ancora Centese fino alla stagione 2014-15. Lo scorso anno mi sono preso una pausa ma ho sempre continuato a frequentare gli stadi del nostro territorio. Conoscevo Max già da tempo, e dopo l´incontro con lui e Roberto Mazzanti ho deciso di cogliere questa bella opportunità che mi è stata data. C´è la volontà di ricreare un settore giovanile importante e sono felice di poter dare il mio contributo. Sono sincero nel dire che ancora prima di far parte di questa Società, vedevo il Mezzolara come modello perché arrivare al tredicesimo anno in Serie D è un´impresa non da tutti."
Che persone hai trovato al tuo arrivo?
" Gente brava e preparata, gente che conosce bene questo sport e che ha voglia di fare. So che sarà un lavoro impegnativo ma con dei collaboratori così pieni di passione, il tutto sarà più semplice."
Come deve essere un settore giovanile che funziona?
" Dalla Serie D fino ai professionisti, è fondamentale valorizzare i giovani, investire su di loro con obiettivi chiari; portare il maggior numero possibile di ragazzi in prima squadra deve essere l´obiettivo numero uno. Questo vuol dire prima di tutto, soddisfazione per tutti quelli che lavorano nella Società e poi un buon risparmio. Chiaro, questo è un lavoro a lunga scadenza, i primi risultati si vedranno tra tre-cinque anni ma iniziare ad intraprendere questo cammino, vuol dire essere sulla buona strada. In tutto questo gli allenatori ricoprono un ruolo fondamentale soprattutto a partire dai Giovanissimi. Mi piace confrontarmi frequentemente con loro anche se non interferisco sul lavoro tecnico, quello che mi interessa prima del risultato è la crescita dei ragazzi. La mia idea è quella di creare un gruppo di lavoro dove condividere tutte le idee, e mi piacerebbe allargare questo gruppo di lavoro, inserendo un genitore in rappresentanza di ogni categoria, per ascoltare eventuali problematiche ed avere anche da loro suggerimenti, che ritengo fondamentali per la crescita di tutto il settore giovanile."
Che idea ti sei fatto delle nostre squadre?
" I campionati devono ancora iniziare e fino ad ora mi sono concentrato sulle partite disputate dai più grandi. Il gruppo degli Allievi 2000 è molto interessante e anche i Giovanissimi 2002 mi sono piaciuti, e poi andrò a vedere anche le altre categorie e mi farò un´idea generale. La nostra Juniores Nazionale è una squadra giovane, c´è da lavorare ma abbiamo iniziato con il piede giusto. Il risultato sul campo è la prima cosa che si guarda, è importante ma non fondamentale perché al primo posto c´è la crescita a livello tecnico e a livello umano. A fine stagione vorrei vedere la crescita del calciatore e ragazzi educati dentro e fuori dal campo con la cultura del fair-play."
Cosa ti piace di questo sport?
" La passione dei volontari. Soprattutto qui tra i dilettanti è molto forte."
Cosa cambieresti?
" Sono scomodo a dirlo ma succede spesso che non vinca la meritocrazia, anche tra i dilettanti. Questo atteggiamento si ripercuote fino ai livelli più alti perché non escono giocatori, i professionisti hanno rose piene di stranieri e la nostra Nazionale non brilla. In generale non credo che un ragazzo straniero abbia qualità migliori rispetto ad un ragazzo cresciuto in Italia, credo solo che ci siano interessi diversi che non fanno il bene del calcio."
A proposito di professionisti, per quale squadra tifi?
" Per la Juventus! Quando ero piccolo, il ragazzo di mia sorella tifava per i bianco-neri, così ho iniziato a tifare anch´io! Sono anni di grandi soddisfazioni ma allo stesso tempo mi reputo un tifoso obiettivo, che quando riesce, va allo stadio."
Sei il responsabile del nostro settore giovanile, cosa dire ai genitori dei nostri ragazzi?
" In alcuni casi i genitori vanno educati proprio come i ragazzi. Ma sia ben chiaro, capisco la loro buona fede. Spesso si creano delle situazioni di tensione perché il percorso che fa il figlio, lo si vive con intensità, proprio come se fosse un fatto personale. È importante lasciare le proprie aspettative dentro di sé e non riversarle sui figli. Per alcuni può sembrare una frase banale e scontata ma non è così. Dopo una partita mai esaltare o criticare la prestazione del proprio figlio, ma fatelo parlare, ascoltate il suo punto di vista e le sue sensazioni ma non addentratevi in analisi tecniche approfondite, per questo ci sono persone dedicate all´interno della Società. Prestate attenzione alla sua serenità, aiutateci ad educarlo, soprattutto alla sconfitta, anche se, a dire il vero, il ragazzo a differenza del genitore è il primo a metabolizzare il risultato, sia positivo che negativo. Concentratevi sull´importanza dell´impegno e della serietà da mettere in tutte le cose che decide di fare."
Educare alla sconfitta non è semplice!
" Non dico che sia facile, ma è una componente importante dell´attività e viverla con serenità è fondamentale. Ti porto come esempio una gara della categoria esordienti , ho visto un allenatore ritirare la propria squadra per un rigore non dato. Siamo arrivati a dei livelli inaccettabili e in questo caso, decisamente diseducativi per i ragazzi. Se fosse stato un mio allenatore lo avrei sollevato dall´incarico immediatamente."
Invece una bella scena vista su un campo da calcio?
" Personalmente mi vengono in mente le vittorie di campionato con XII Morelli e Centese e anche a Reno Centese, pur non vincendo, abbiamo disputato un campionato importante. Penso a questi traguardi e soprattutto alla vittoria della Coppa Italia con la Centese, perché ti ripagano del tanto lavoro svolto e ti rendono fiero ed orgoglioso del lavoro fatto negli anni. In più, penso alle belle parole dei giocatori, la loro gratitudine e la felicità di far parte di un gruppo che ha scritto la storia di una Società."
Ti è stata fatta una critica che pensavi di non meritare?
" In momenti di difficoltà mi sono esposto personalmente, assumendomi responsabilità per conto di altri. Non dovevo ed ho imparato la lezione."
Concludiamo con una citazione o una frase che senti tua...
"Ci si può drogare di cose buone... E una di queste è certamente lo sport. Una frase di Alex Zanardi."


scritto da Mezzolara Calcio

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